Viaggio tra le startup: 10 domande su Busforfun

Alla scoperta di Busforfun, la mobility company che propone collegamenti con bus da oltre 250 località ai più importanti eventi e luoghi di divertimento dei paesi in cui opera: Italia, Austria, Slovenia e Croazia.

Intervista all’ingegnere Luca Campanile, Co-founder & Operation Manager di Busforfun.

1) Dottor Campanile, per rompere il ghiaccio, una domanda facile: quando e, soprattutto, come nasce il progetto Busforfun?

Busforfun nasce nel 2015 da un’idea maturata durante un viaggio in Germania del 2013, osservando l’applicazione della direttiva Bolkenstein ai bus. La direttiva Bolkenstein relativamente alla liberalizzazione dei trasporti. L’esperienza di tutti i giorni suggeriva che i gruppi, pian pianino, scomparissero a favore delle piccole comitive di amici.

2) Quindi è da una direttiva europea che si è materializzato Busforfun…

Busforfun è sorto in un’alba insonne, con un nome simmetrico che riassumeva l’idea di fondo che è quella, appunto, di un bus condiviso tra tanti, con la stessa passione, senza stress, ma solo puro divertimento. Una finestra di libertà per i ragazzi che così raggiungono mete lontane sperimentando i primi viaggi da soli, quelli indimenticabili, con l’amica del cuore, il proprio ragazzo, i compagni di classe. Poi è venuto il resto.

3) Il resto, in parte, vi ha portato a modificare anche la vostra di mobilità e da Venezia, sede legale dell’azienda, siete approdati a Lecce.

Lecce è in qualche modo la capitale del Salento, dove certamente spicca Gallipoli, città che è in grado di ospitare da sola i massimi artisti mondiali della musica elettronica, e non solo. Le due sedi distano quasi mille chilometri: una è votata a servire il mercato del centro-sud Italia con l’attenzione che merita, mentre Venezia è rivolta al nostro progetto di internazionalizzazione che parte dalla macro regione nord-est, Slovenia, Croazia, Austria.

4) Diamo un volto a Busforfun: startup innovativa ma anche e-commerce. Dopo tre anni di attività vi sentite più startup, ecommerce o entrambe le cose?

Vogliamo sempre essere al servizio dei ragazzi e di tutti i nostri passeggeri. Non li registriamo neanche, da noi non esistono username e password. Quindi, direi startup innovativa per quanto concerne le massime tecnologie impiegate, mentre e-commerce avanzato, come strumento per rendere l’esperienza «fun» fin dall’acquisto. Su questo stiamo lavorando pesantemente ed in autunno avremo la nostra piattaforma 2.0.

5) Può darci un po’ di numeri di Busforfun per i nostri lettori?

Considerando quanto avrebbero dovuto guidare i passeggeri, abbiamo risparmiato circa 20 milioni di chilometri, un volume di CO2 immenso. Abbiamo circa 2 mila punti vendita in Italia, oltre 10 mila passeggeri, 230 eventi, serviamo 8 Paesi, noi siamo in 11 con un team completo di oltre 50 figure professionali ed abbiamo bevuto circa 15800 caffè. Forse un po’ troppi.

6) Indubbiamente dietro Busforfun c’è un grandissimo movimento di risorse ed ottimizzazione di tempi e ruoli. Così come dietro al concetto di mobilità “condivisa” che proponete c’è ovviamente promozione della sostenibilità. Quanto sono importanti per voi questi due concetti e quanto investite in questi ambiti?

Aggiungerei sicurezza, prima di tutto. Una birra in più, il sole di un’intera giornata al concerto e guidare per oltre 800 chilometri? Meglio affidarsi a professionisti della guida addestrati e riposati.
Della sostenibilità abbiamo parlato e per noi condiviso vuol dire non solo usare lo stesso veicolo ma tornare a casa con nuovi amici, confrontarsi con le idee altrui, superare i piccoli imprevisti del viaggio: tornare cresciuti e migliorati. Questo è il miglior complimento che ci fanno.

7) A proposito di guida e di strada, Quando avete capito di aver imboccato quella giusta?

«Conoscere il percorso è diverso dal percorrerlo». Capiamo di essere sulla strada giusta quando ci dicono che siamo sorridenti e sereni. Prima con il posto fisso – ex articolo 18 – non era così. Anche le chiamate al telefono ed i complimenti per l’esperienza vissuta ti fanno capire che sei sulla strada giusta. Ma occorre sempre migliorare.

8) Vi dicono che siete sorridenti e sereni. È questo il codice di comunicazione di Busforfun?

Cerchiamo di essere diretti, sinceri e non eccessivi. Chi ci sceglie deve sapere che facciamo della sicurezza, sostenibilità e crescita il nostro mantra, quindi cerchiamo di trasmettere i nostri valori durante tutte le fasi della comunicazione.

9) Andiamo un po’ più sugli aspetti tangibili. Avete usufruito di fondi per l’innovazione e le startup? È stato difficile?

Assolutamente sì. Nello specifico POR-FESR Veneto, Smart&Smart di Invitalia e credito d’imposta, MCC, il programma governativo Industria 4.0 ci ha enormemente aiutato durante le fasi di avvio dell’azienda. Non è stato facile. Ma #NeverGiveUp è un grido di battaglia, con cui affrontiamo le particolari insidie burocratiche che questi supporti celano. E le banche non ci hanno fatto mancare il loro supporto.

10) Molte volte non è sufficiente avere una buona idea e non tutte le idee si dimostrano, nel lungo periodo, vincenti. Quali consigli si sente di dare a chi decide di investire, di fatto, nel presente per il proprio futuro?

Business plan, networking, team, esserci ed avere credibilità. Occorre credere ciecamente nel proprio progetto, lavorare più degli altri ogni giorno con una dedizione totale: in fondo anche nei film i protagonisti mangiano, dormono e respirano la loro creatura startup. Ci si trova in continuazione di fronte a bivi, generalmente la strada che richiede il “second effort”, è quella corretta. Allenarsi a parlare in modo diverso con interlocutori diversi, altrimenti si rischia di non trasmettere correttamente la propria idea.

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2018-06-26T12:47:59+01:00 26 Giugno 2018|Scelti dalla redazione|