POS obbligatorio oppure opportunità di business?

Il POS obbligatorio è un tema che sta molto a cuore a commercianti, negozianti e liberi professionisti come avvocati, tassisti e studi medici specialistici.

Il POS obbligatorio non è uno strumento da parte del Governo per combattere l’evasione fiscale, ma è un modo per l’Italia per allinearsi al resto d’Europa.

Nonostante nel nostro Paese ci sia un alto numero dei terminali POS utilizzati, i pagamenti digitali con bancomat e carte di credito sono ancora poco utilizzati e il POS obbligatorio non è ancora una realtà. Rispetto infatti ad altri Paesi europei, è molto diffusa in Italia la pratica per cui diversi esercenti posseggono ed utilizzano più di un terminale POS, spesso anche tre o quattro, rendendo quindi le statistiche di confronto con gli altri paesi sul numero di terminali POS poco significative.

Gli ultimi dati della Banca d’Italia mostrano infatti come per ciascun terminale POS installato, ci siano soltanto 1.200 pagamenti effettuati nell’arco di un anno. Una cifra davvero piccola rispetto a quanto avviene nel resto d’Europa, ad esempio in Francia sono 9.000.

Facciamo un po’ di chiarezza sul tema POS obbligatorio, visto che sono uscite tante notizie di stampa non sempre corrette.

Il cosiddetto POS obbligatorio è un adempimento che ha una lunga vita alle spalle: si tratta in realtà di un obbligo di accettare pagamenti con carte di credito e debito ed è stato introdotto nel 2014, limitato alle transazioni sopra i 30 euro, ma senza un sistema sanzionatorio. In poche parole negozianti, commercianti e liberi professionisti potevano non accettare un pagamento POS senza venire sanzionati in alcun modo dalla legge.

A dicembre 2015, la Legge di Stabilità ha stabilito l’obbligo di garantire ai consumatori la possibilità di effettuare il pagamento POS per qualsiasi importo, anche sotto i 30 euro. Ha previsto inoltre l’entrata in vigore di un regime sanzionatorio rimandato però ad un decreto Ministeriale, decreto che negli ultimi due anni non è ancora stato emanato.

Nell’agosto 2017 il Viceministro dell’Economia e delle Finanze, Luigi Casero, ha annunciato la firma del decreto al fine di introdurre sanzioni di 30€ ad operazione per tutti coloro che non si adeguano alla legge che impone di accettare pagamenti POS.

In pratica questo significa che la norma contenuta all’articolo 693 del Codice penale verrebbe estesa alle transazioni elettroniche, per poter introdurre un nuovo meccanismo sanzionatorio nei confronti dei commercianti e professionisti che ancora non si sono adeguati al POS obbligatorio e continuano a non accettare pagamenti con moneta elettronica all’interno dei loro esercizi commerciali.

Al momento però, nonostante diversi annunci, il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico non è ancora stato emanato e quindi si resta in attesa delle decisioni del Governo in tal senso.

Quello che però resta certo, è che il futuro delle soluzioni di pagamento andrà sempre di più verso sistemi di pagamento elettronici di diverso tipo: dai POS virtuali, ai mobile POS, dal POS portatile ai POS cordless.

Qualunque sia il metodo di pagamento che sceglierai per il tuo punto vendita o esercizio commerciale, se il tuo obiettivo è far crescere la tua impresa e i tuoi risultati di business, avere un sistema di pagamento semplice ed efficace è tra le prime cose di cui devi tener conto. L’acquisto di un POS è un’opportunità di business indispensabile per qualsiasi realtà commerciale. La richiesta attuale dei clienti è quella di pagare con moneta elettronica, ma su questo argomento torneremo con un prossimo articolo…

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2018-01-11T10:00:40+01:00 11 Gennaio 2018|Fai quadrare i conti, Scelti dalla redazione|