Fringe benefit auto aziendale: vantaggi fiscali per l’azienda e tassazione

Fringe benefit auto aziendale: le agevolazioni fiscali per i commercianti e le regole di tassazione

L’auto aziendale rientra senza dubbio all’interno dei fringe benefit più diffusi nel nostro Paese. Ma cos’è il “fringe benefit”?

Un fringe benefit, letteralmente “beneficio aggiuntivo”, è un bene o servizio corrisposto dall’azienda ai propri lavoratori. È l’azienda a decidere a quali lavoratori concedere ogni fringe benefit: l’erogazione del beneficio viene, infatti, definita già in fase di contratto. Il fringe benefit è parte effettiva della retribuzione del dipendente e per questo deve rientrare in busta paga. Quando l’azienda concede un fringe benefit deve essere in grado di indicarne il valore effettivo. Sono, infatti, sottoposti a tassazione tutti i benefici che superano il valore complessivo di 258,23 Euro. Il fringe benefit auto aziendale, insieme a smartphone, buoni pasto e polizze assicurative, è uno dei più diffusi.

È evidente che l’auto aziendale costituisca un beneficio notevole per i lavoratori. Infatti, la concessione di un mezzo aziendale permette al dipendente di utilizzare un veicolo senza doverne sostenere costi di acquisizione né di gestione. Non ci saranno costi di acquisto, noleggio o leasing, né di ammortamento, manutenzione o assicurazione. Ma, l’auto aziendale non è un beneficio completamente gratuito: facendo parte del reddito del lavoratore, anche l’auto aziendale dovrà subire tassazioni.

Quanto costa al datore di lavoro offrire un’auto aziendale come fringe benefit? E quanto è conveniente? Il datore di lavoro può trarre importanti agevolazioni fiscali dalla concessione di questo fringe benefit. La maggior parte dei costi sono, infatti, deducibili. La deducibilità del reddito di impresa sull’auto aziendale si calcola in base alla tipologia di vettura e all’utilizzo concordato con il lavoratore. Esistono, infatti, tre tipologie di veicoli concessi come fringe benefit aziendale:

  1. Veicoli ad uso esclusivamente aziendale;
  2. Veicoli ad utilizzo promiscuo;
  3. Veicoli ad uso esclusivamente personale.

La deducibilità sul reddito relativa alla concessione di auto aziendali include per il datore di lavoro tutti i costi legati sia all’acquisto che all’utilizzo del veicolo, quali: canone di leasing o noleggio, manutenzione, bollo auto, assicurazione, ammortamento, etc.

Scopriamo ora nel dettaglio quali sono le agevolazioni fiscali per le aziende legate al fringe benefit auto aziendale analizzando i tre possibili casi: uso aziendale, promiscuo e personale.

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Fringe benefit auto aziendale: agevolazioni fiscali e tassazione per veicoli ad uso esclusivo aziendale

Il primo caso che andiamo ad analizzare è la concessione – da parte dell’azienda – di un veicolo ad uso esclusivamente aziendale. In questo caso la vettura viene assegnata al dipendente per svolgere la propria attività lavorativa. Non rappresenta perciò un fringe benefit tassabile, bensì uno strumento necessario per lo svolgimento del proprio lavoro.

I casi nei quali l’utilizzo di un veicolo è realmente limitato unicamente all’attività lavorativa sono minimi. In genere si identificano come esempi il taxi per il tassista o l’auto per gli esami di guida delle Scuole Guida.

In questo caso, l’utilizzo di un veicolo aziendale comporta le seguenti norme fiscali:

  • Lo 0% di tasse a carico del dipendente;
  • La deducibilità dei costi per l’azienda risponde alle regole generali previste dall’art. 164 del TUIR: deducibilità integrale per i beni esclusivamente strumentali e limitata al 20% per i restanti casi. È importante sottolineare che la deducibilità dei costi legati all’acquisto del veicolo per l’attività è soggetta ad un tetto massimo di valore dell’auto stessa. Il valore massimo di acquisto del veicolo sul quale viene calcolata la deducibilità è, infatti, 18.075,99 Euro, con un limite elevato a 25.822,84 Euro per i veicoli riservati ad agenti o rappresentanti di commercio.

 

Fringe benefit auto aziendale: agevolazioni fiscali e tassazione per veicoli ad uso promiscuo

Le auto aziendali ad uso promiscuo sono veicoli concessi dall’azienda sia per fini lavorativi che per esigenze personali. L’utilizzo promiscuo è senza dubbio la tipologia di fringe benefit più diffuso in Italia. Partendo da questo presupposto, è difficile calcolare quale sia l’effettivo utilizzo ad uso personale/professionale del veicolo. Di conseguenza, anche calcolare le agevolazioni fiscali per l’azienda e le tassazioni in capo al dipendente non sarà semplice. Per questo, le agevolazioni e la tassazione del fringe benefit auto aziendale ad uso promiscuo vengono calcolate in modo forfettario.

Si suppone che il veicolo venga utilizzato con i seguenti scopi:

  • Da Lunedì a Venerdì con fini professionali, quindi con spese a carico dell’azienda;
  • Nel weekend con fini personali, quindi con spese a carico del lavoratore.

L’utilizzo dell’auto aziendale a fini personali ricopre quindi una percentuale del 30% (2 giorni su 7 della settimana), con un 70% restante relativo all’impiego a fini professionali.

Calcolare la deducibilità dei costi per l’azienda è semplice: corrisponde alla percentuale di utilizzo del veicolo a fini lavorativi. Il 70% dei costi legati all’utilizzo dell’auto aziendale ad uso promiscuo risulta deducibile per l’azienda esclusivamente nel caso in cui il dipendente abbia utilizzato la vettura per la metà più 1 dei giorni che compongono il periodo d’imposta (183 + 1 giorni).

Inoltre, diversamente dal caso precedente, la deducibilità aziendale NON è sottoposta ad alcun tetto massimo di deducibilità. Ciò implica che anche la deducibilità dei costi di veicoli con un valore superiore a 18.075,99 Euro sarà calcolata sul valore effettivo della vettura.

Al contrario, risulta più complesso calcolare il reddito imponibile in capo al lavoratore derivante dall’utilizzo del veicolo. Risulta imponibile in capo al lavoratore il 30% del costo legato alla percorrenza di 15.000 km in un anno con quella specifica automobile. Perché?

  • 000 km è la percorrenza media di un’auto aziendale in un anno;
  • 30% è la percentuale di utilizzo del veicolo a fini personali del lavoratore.

Il costo per chilometro percorso è calcolabile utilizzando le tabelle ACI, pubblicate in Gazzetta Ufficiale dell’Agenzia delle Entrate entro il 31 Dicembre di ogni anno. In queste tabelle è riportato il costo di percorrenza chilometrico di ogni vettura presente sul mercato, tenendo conto di tipologia e motorizzazione.

Facciamo un esempio per comprendere meglio come calcolare le agevolazioni fiscali aziendali e la tassazione in capo al dipendente: ponendo che l’auto aziendale in questione abbia un costo per chilometro (secondo le tabelle ACI 2019) di 0,56 Euro, si dovrà moltiplicare tale costo per 15.000 km medi percorsi in un anno da un’auto aziendale. Il risultato della moltiplicazione è 8.400 Euro. Di questa cifra, solo il 30% è considerato reddito del dipendente, quindi 2.520 Euro. Il restante 70% dei costi legati all’utilizzo dell’auto risulta deducibile per l’azienda. Il reddito dipendente calcolato viene suddiviso su 12 mensilità e inserito in busta paga, con un totale mensile di 210 Euro. Per questi 210 Euro mensili il dipendente dovrà versare ritenute fiscali e contributive IRPEF con l’aliquota basata sul reddito complessivo annuo.

 

Fringe benefit auto aziendale: agevolazioni fiscali e tassazione per veicoli ad uso esclusivo personale

Il caso meno frequente riguarda le auto in fringe benefit assegnate ai lavoratori esclusivamente per uso personale. Infatti, il lavoratore potrà utilizzare il veicolo per fini personali o familiari e non per scopi lavorativi. L’auto aziendale assume in questo caso valore di vero e proprio benefit, risultante come parte integrante del reddito dipendente e quindi sottoposto a tassazione.

Per l’azienda ci sarà una deduzione del costo pari al valore del fringe benefit concesso al dipendente. Il valore effettivo del fringe benefit auto dipendenti sarà invece calcolato sulla base alla metodologia di acquisto dell’auto aziendale stessa. Avrà quindi valore differente in caso di auto di proprietà dell’azienda o veicolo acquistato in leasing.

  1. Auto di proprietà aziendale

Il valore del fringe benefit auto aziendale per il dipendente viene calcolato sulla base del “valore normale”, così come definito al comma 3 dell’art. 9 del TUIR: Per valore normale, salvo quanto stabilito nel comma 4 per i beni ivi considerati, si intende il prezzo o corrispettivo mediamente praticato per i beni e i servizi della stessa specie o similari, in condizioni di libera concorrenza e al medesimo stadio di commercializzazione, nel tempo e nel luogo in cui i beni o servizi sono stati acquisiti o prestati, e, in mancanza, nel tempo e nel luogo più prossimi. Per la determinazione del valore normale si fa riferimento, in quanto possibile, ai listini o alle tariffe del soggetto che ha fornito i beni o i servizi e, in mancanza, alle mercuriali e ai listini delle camere di commercio e alle tariffe professionali, tenendo conto degli sconti d’uso. Per i beni e i servizi soggetti a disciplina dei prezzi si fa riferimento ai provvedimenti in vigore”.

  1. Veicolo in leasing

Se il veicolo concesso al dipendente per esclusivo uso personale risulta noleggiato dall’azienda in leasing, il valore effettivo del fringe benefit quale reddito di lavoro dipendente corrisponde ai canoni di leasing applicati a veicoli della stessa specie.

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2019-09-02T17:34:59+02:00 2 Settembre 2019|Fai felici i tuoi clienti e il tuo Team, Fai quadrare i conti|