Si chiama artigianato digitale ed è la “nuova” frontiera del manifatturiero italiano. Per qualcuno rappresenta, addirittura, il Rinascimento del settore.

Dai progetti di artigianato digitale, infatti, potrebbe passare anche la valorizzazione del made in Italy.

Da fenomeno culturale nato negli Stati Uniti agli inizi del nuovo millennio ad opportunità di sviluppo diffusosi anche in Europa, Italia compresa. I primi progetti di artigianato digitale sono arrivati nel nostro Paese a partire dal 2011 ed oggi rappresentano una possibile via d’uscita per la crisi del settore manifatturiero, diviso tra il rischio estinzione e la sfida dell’Industria 4.0.
È in questo contesto che si inseriscono i Maker – gli artigiani digitali – e i FabLab, i laboratori di fabbricazione digitale, ovvero spazi aperti di creazione e condivisione.

Un FabLab è un’officina moderna dove chiunque abbia in testa un prodotto da realizzare può fabbricare il proprio prototipo, anche a costi contenuti. Per farlo servono strumenti computerizzati, come le stampanti 3D, in grado di realizzare una gamma di oggetti molto ampia, ripensando i modelli di business e di produzione e facendo coesistere manualità, tecnologia, collaborazione, design, sostenibilità e quella che viene definita biodiversità produttiva.
Un concetto, questo della biodiversità produttiva, sposato pienamente dai sostenitori dell’artigianato digitale e dagli estensori del Manifesto degli artigiani per una cultura digitale 4.0, promosso dalla Confartigianato.

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Artigianato digitale: un compromesso tra idee, prospettive per il futuro e road map del settore

Ecco una sintesi in 6 punti:

  • Puntare sull’economia digitale
    Le aziende artigiane hanno l’obbligo, per fare il salto di qualità, di puntare alla digitalizzazione dei processi produttivi, della comunicazione e delle modalità di approcciarsi al mercato, a prescindere dalle dimensioni dell’impresa.
  • Promuovere una rivoluzione culturale
    Il sistema produttivo italiano, per sfruttare al meglio le opportunità derivanti dall’innovazione, deve avviare un processo di cambiamento culturale, anche grazie a politiche orientate alla diffusione tecnologica.
  • Gestire la complessità del cambiamento
    Il settore manifatturiero deve accogliere con consapevolezza le opportunità di cambiamento tecnologico, accettare la nuova sfida evolutiva, aprendosi costantemente al confronto e allo scambio di esperienze.
  • Valorizzare l’artigianato
    Grazie alle tecnologie digitali è necessario puntare sulle straordinarie competenze e la flessibilità e creatività degli artigiani nella creazione di nuovi prodotti e nella conquista di nuovi mercati preclusi alle realtà di piccole dimensioni.
  • Fissare le priorità per le imprese
    L’Industria 4.0 deve rappresentare una rivoluzione delle competenze, dei comportamenti e delle priorità delle imprese artigiane in grado di agevolare l’utilizzo creativo delle tecnologie da parte di coloro che hanno competenze uniche sul proprio business.
  • Guardare al mercato
    I progetti di artigianato digitale devono lavorare per far sì che l’innovazione produca in propri effetti sul mercato. Gli strumenti per farlo sono il marketing digitale e i canali di vendita che devono far parte del processo di trasformazione.

In Italia, fin dal 2011, il fenomeno dell’artigianato digitale è stato accolto con grande entusiasmo, anche se in sordina, tanto che il nostro Paese è il secondo in Europa per numero di laboratori di fabbricazione digitale. Secondo uno studio del Censis, nel 2016, i FabLab italiani erano 115. Quasi tutti al Nord e nelle grandi città. Scarsissima la presenza al Centro-Sud. Ammontano a 13 miliardi, invece, gli incentivi del governo, fino al 2024, per le aziende che decideranno di avviare un processo di digitalizzazione della propria produzione.

 

Ecco i 10 FabLab di artigianato digitale più importanti d’Italia:

  1. FabLab Torino
    È il primo laboratorio di fabbricazione digitale nato in Italia, a Torino, nel 2012. Fondato da Officine Arduino, è dotato di stampanti 3D, taglio laser e frese a controllo numerico dove realizzare prototipi e piccole produzioni, sperimentare con la programmazione open source, avvicinarsi ai nuovi processi produttivi e nuovi modelli di business. FabLab Torino ha dato vita al progetto Fablab for Kids, piattaforma educativa dedicata a bambini e ragazzi.
  2. WeMake
    Fabbrica urbana multifunzionale nata a Milano nel 2014, con l’obiettivo di colmare il divario tra prototipo e oggetto finito, al fine di sviluppare un nuovo modello di designer-produttore e impresa agile facilitando la fase di prototipazione, la rapida iterazione di soluzioni di design, la produzione on-demand di artefatti fisico-digitali. WeMake è il primo Fablab italiano ad aver ottenuto la certificazione di qualità ISO 9001.
  3. The Fablab
    Fondato nel 2013, The Fablab è un centro di ricerca e sviluppo ospitato all’interno di Talent Garden a Milano. Stimola la crescita del potenziale creativo e favorisce nuove sinergie volte a creare opportunità di occupazione, creando collegamenti con le accademie e le realtà produttive presenti sul territorio, sfruttare il know-how condiviso dalla community e formarsi su specifici temi attraverso corsi di formazione.
  4. Opendot
    Nato nel 2014, Opendot è uno spazio per l’innovazione che si genera grazie alla ricerca e alla sperimentazione, all’utilizzo di nuove tecnologie di prototipazione rapida e fabbricazione digitale, in una modalità aperta e condivisa. È suddiviso in aree di lavoro dedicate alla falegnameria, alle macchine a controllo numerico, all’elettronica ed è dotato di cucina. Al suo interno sono presenti macchinari di alto livello tecnologico e di ultima.
  5. FabLab Lazio
    Modello di FabLab “distribuito” della Regione Lazio, con diverse sedi negli Spazi Attivi di Lazio Innova. È un FabLab multispecialistico che nasce a sostegno di chi voglia sviluppare un progetto legato a tutti i settori della Smart specialization strategy regionale: aerospazio, scienze della vita, beni culturali e tecnologie della cultura, agrifood, industrie creative digitali, green economy e sicurezza.
  6. Makers Modena
    Makers Modena è un FabLab pubblico-privato del Comune di Modena, della Fondazione Democenter-Sipe e Cambia.Mo, con il contributo della Regione Emilia-Romagna, gestito da Slow/d. L’obiettivo di Makers Modena è rivitalizzare l’ecosistema locale connettendo le aziende ai singoli creativi, inventori, professionisti e e competenze dei singoli cittadini, sostenendo dal basso nuovi processi di innovazione aperta, agile e sostenibile.
  7. Mediterranean FabLab
    Nato ufficialmente a Cava de’ Tirreni, in provincia di Salerno, nel 2012, il Mediterranean FabLab è il primo laboratorio di fabbricazione digitale del Sud Italia, attrezzato con macchine e tecnologie per la prototipazione di oggetti, strumenti ed elettronica. Il Mediterranean FabLab è anche un hub di processi creativi in grado di creare, attraverso l’innovazione partecipata, scenari di formazione, ricerca e produzione rispondenti alle esigenze del nuovo mercato.
  8. FabLab Roma Makers
    Il FabLab Roma Makers è nato nel 2013 in occasione della Maker Faire Europea di Roma. È il primo laboratorio di artigianato digitale sul territorio della Capitale, nel quartiere Garbatella. Il laboratorio, dopo una iniziale fase di bootstrap supportata dall’autofinanziamento dei soci, ha incrementato il numero e la qualità delle attrezzature presenti. Si rivolge principalmente ai più giovani, a partire dalle scuole elementari, con percorsi di formazione, oltre che ad artisti e designer.
  9. WitLab FabLab
    Il WitLab di Rovereto, in Trentino, a differenza degli altri laboratori digitali attivi in Italia che ricevono il sostegno pubblico, è privato al 100%. Nato dentro Progetto Manifattura, l’incubatore green di Trentino Sviluppo, è promotore di azioni e servizi volti a supportare la crescita dell’imprenditorialità e la capacità di fare innovazione, sostenendo la collaborazione tra imprese e lo sviluppo di filiere e cluster strategici per il territorio.
  10. FabLab@school
    Il FabLab@school, o mini FabLab di Palermo, è il primo laboratorio digitale scolastico del Sud Italia. Il progetto è nato per rispondere al problema della dispersione scolastica. Sostenuto dai finanziamenti della Fondazione con il Sud questo FabLab realizza laboratori di educazione ambientale, cittadinanza attiva, apprendimento scientifico, condivisione di idee e progettazione partecipata.

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