Credito d’imposta ricerca e sviluppo 2019: che cos’è e come si ottiene

Le imprese che rientrano nei requisiti per poter accedere al credito d’imposta ricerca e sviluppo hanno una marcia in più per far crescere il proprio business.

Il credito d’imposta ricerca e sviluppo 2019 è un’agevolazione fiscale introdotta dal decreto Destinazione Italia, articolo 3 del Dl 145/2013 successivamente modificato e riscritto dalla Legge di Stabilità 2015, nel decreto del 27 maggio

Che cos’è il credito d’imposta ricerca e sviluppo

Il credito d’imposta ricerca e sviluppo 2019 spetta a tutte quelle imprese e società che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo, come ad esempio lavori sperimentali o teorici che hanno come obiettivo l’acquisizione di nuove conoscenze, gli studi di fattibilità o la realizzazione di prototipi.

L’agevolazione consiste nel riconoscimento di un credito di imposta automatico e certo che viene calcolato per ciascuno dei periodi di imposta agevolati (dal 2017 al 2020 compreso) sulla spesa complessiva sostenuta in attività di ricerca e sviluppo. Grazie alla Legge di Bilancio 2017 il bonus ricerca e sviluppo è stato prorogato al 31 dicembre 2020 ed è stato aumentato al 50% dei costi ammissibili.

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Credito d’imposta ricerca e sviluppo: a chi spetta

Il credito d’imposta ricerca e sviluppo è attribuito a tutte le imprese che effettuano investimenti in attività di ricerca senza alcun limite in relazione a:

  • forma giuridica;
  • settore produttivo (anche agricoltura)
  • dimensioni (es. in termini di fatturato)
  • regime contabile

Sono inclusi anche consorzi e reti d’imprese, enti non commerciali, Università e centri di ricerca che hanno contratti di committenza con imprese estere (altri Stati membri UE, Norvegia, Islanda e Lichtenstein)

Il credito non si applica a:

  • soggetti con redditi di lavoro autonomo;
  • soggetti sottoposti a procedure concorsuali non finalizzate alla continuazione dell’esercizio dell’attività economica;
  • imprese che fanno ricerca conto terzi commissionata da imprese residenti;
  • enti non commerciali (per attività istituzionale).

 

Credito d’imposta ricerca e sviluppo: costi agevolabili

Rientrano nelle spese ammissibili i seguenti costi:

  • Spese del personale: salari e stipendi lordi (costo lordo aziendale) del personale prettamente tecnico impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo, rendicontati in proporzione alle ore dedicate a queste attività.
  • Strumenti e attrezzature di laboratorio: quote di ammortamento delle spese di acquisto/utilizzo e la valorizzazione del tempo macchina/impianto per attività sperimentali
  • Consulenze e contratti di ricerca: spese di consulenze effettuate da soggetti esterni purché inerenti ad attività di ricerca e sviluppo (Università, Enti di Ricerca, altre Imprese, Professionisti)
  • Brevetti: spese dei brevetti e in taluni casi dei disegni: deposito, manutenzione, estensione e difesa
  • Costo del revisore contabile: costo della certificazione contabile. Solo per le aziende non soggette a Revisione Legale dei conti e prive di Collegio Sindacale (credito max. ammissibile € 5.000).

 

Come calcolare il beneficio fiscale

Se l’impresa rientra a pieno titolo tra quelle che possono usufruire del credito d’imposta ricerca e sviluppo, il prossimo passaggio è capire come si calcola il beneficio fiscale. Questo genere di calcoli non sono semplici e necessitano dell’aiuto di consulenti specializzati per poter essere certi di non fare errori.

In questa sede, ci limitiamo a spiegare in linea teorica il procedimento di calcolo, così come lo spiega il decreto attuativo (art. 5 comma 2 DM 27/5/2015)

differenza positiva tra l’ammontare complessivo delle spese per investimenti in attività di ricerca e sviluppo […] sostenute nel periodo d’imposta in relazione al quale si intende fruire dell’agevolazione e la media annuale delle medesime spese realizzate nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015

Si tratta dunque di un calcolo, con riferimento all’anno di Bilancio, che deve tener conto di una eventuale media precedente, che va valorizzata in modo differente a seconda del tipo di impresa e di attività che si vuole far rientrare nel credito d’imposta.
La cosa fondamentale e da tenere in considerazione è che per usufruire dell’agevolazione, si dovrà necessariamente aver messo a bilancio costi legati ad attività di ricerca e sviluppo l’anno precedente a quello in cui si sta chiedendo l’agevolazione.

 

Credito d’imposta ricerca e sviluppo: 3 passaggi per ottenerlo

Riassumendo, per ottenere il credito d’imposta ricerca e sviluppo è indispensabile seguire questi 3 passaggi:

  1. Identificare i progetti ammissibili
  2. Rendicontare e certificare i costi effettivamente sostenuti per lo svolgimento delle attività progettuali
  3. Predisporre la documentazione tecnica e fiscale a garanzia della corretta fruizione del beneficio, secondo norme e principi contabili vigenti

Tutti questi passaggi sono fondamentali e possono essere svolti dalle imprese con l’aiuto di aziende e figure professionali competenti, in grado di analizzare l’impresa beneficiaria e il contesto di riferimento in cui opera per trovare la soluzione migliore per accedere al credito d’imposta ricerca e sviluppo.

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2019-07-01T10:12:17+01:00 27 Febbraio 2018|Fai quadrare i conti|