Biometria e pagamenti: cosa sono i dati biometrici e come abilitano i pagamenti

Biometria e pagamenti: la nuova frontiera della sicurezza informatica

Nell’era del digital per eccellenza, caratterizzata da esperienze prevalentemente online e da strumenti tecnologici sempre più all’avanguardia, anche il settore dei pagamenti subisce quotidianamente continui sviluppi. Infatti, una svolta fondamentale al mondo FinTech è stata data dalla normativa europea PSD2: Open Banking, nuovi player finanziari e maggiore sicurezza nei pagamenti a distanza sono i saldi pilastri su cui si basa la nuova direttiva europea finalizzata a migliorare e innovare il settore payment.

Quando si parla di PSD2 e di sicurezza informatica è importante riconoscere alla biometria e all’autenticazione biometrica un ruolo di fondamentale importanza. Ma, che cos’è la biometria? Si tratta di un sistema informatico che, grazie a sensori biometrici, permette di identificare l’utente attraverso il riconoscimento delle sue caratteristiche fisiologiche. Una volta acquisiti tali dati, il sistema consente all’utente di accedere ad un account, di utilizzare un dispositivo o di autorizzare un pagamento.

La biometria è una delle principali protagoniste della rivoluzione tecnologica del mondo dei pagamenti: infatti, utilizzando i dati biometrici è possibile eliminare anche le ultime barriere materiali (come le carte di credito) e autenticare le transazioni esclusivamente utilizzando il proprio volto o la propria impronta digitale.

Scopriamo insieme cosa sono i dati biometrici e quali di questi vengono utilizzati maggiormente nel mondo dei pagamenti digitali.

 

Quali sono i fattori biometrici più utilizzati? 

Ecco quali sono i dati biometrici maggiormente utilizzati all’interno del mondo dei pagamenti:

  • Face-ID o riconoscimento facciale

Il Face-ID è un dato biometrico legato al riconoscimento facciale dell’utente. Che si tratti di uno smartphone o di un altro dispositivo, i sensori biometrici inseriti all’interno del device sono in grado di registrare e riconoscere i tratti del volto che contraddistinguono univocamente un individuo.

Come funziona? Basti pensare al noto riconoscimento facciale presente nella maggior parte degli smartphone di ultima generazione. Dapprima il dispositivo registra i dati biometrici dell’utente e in seguito ne consegue il riconoscimento per fornire accesso all’account o al dispositivo stesso.

Con i pagamenti il funzionamento rimane il medesimo: dopo aver inserito i dati di pagamento della carta o dopo aver aperto l’e-wallet sullo smartphone, sarà necessario inquadrare con il dispositivo il proprio volto per abilitare il pagamento.

  • Touch-ID o riconoscimento dell’impronta digitale

Proprio come il Face-ID, anche il Touch-ID è presente nella maggior parte dei dispositivi elettronici di uso quotidiano. Di cosa si tratta? Semplicemente del riconoscimento dell’impronta digitale dell’utente. Infatti, come i dati biometrici del viso, anche l’impronta digitale è unica al mondo e per questo risulta un metodo di autenticazione particolarmente sicuro.

Anche in questo caso il dispositivo richiederà una fase iniziale di riconoscimento dell’impronta: di seguito, una volta memorizzata, sarà necessario appoggiare il dito sul dispositivo per poter accedere alle sue funzionalità. Con i pagamenti digitali funziona allo stesso modo: basterà accedere all’e-wallet o inserire i dati di pagamento della carta e appoggiare il dito sul device per ultimare la transazione in sicurezza.

  • Riconoscimento vocale

Meno diffuso di Face-ID e Touch-ID – ma ugualmente performante – è il riconoscimento vocale. Infatti, anche la frequenza sonora della voce risulta un fattore unico in grado di identificare l’utente.

In realtà, attualmente il riconoscimento vocale non risulta ancora tra i fattori biometrici più utilizzati per autenticare un pagamento, ma presto, grazie a nuove tecnologie e sensori sempre più avanzati, sarà possibile ultimare transazioni direttamente con lo smartphone semplicemente pronunciando una parola.

 

PSD2, dati biometrici e prospettive future del mondo FinTech

Perché la biometria gioca un ruolo indispensabile nell’innovazione dei pagamenti? Perché i dati biometrici sono in grado di identificare univocamente un individuo e risultano un sistema sicuro e protetto per autorizzare pagamenti a distanza.

Infatti, la direttiva PSD2 porta con sé due importanti novità legate all’autenticazione biometrica dei pagamenti digitali: SCA, o Strong Customer Authentication, e 3DS 2.0. Si tratta di due protocolli che implicano l’autenticazione del pagamento da parte del cliente mediante l’utilizzo di più fattori (almeno due), tra cui numerosi dati biometrici quali impronta digitale, riconoscimento facciale o sonoro.

Quali sono le prospettive future per il mondo dei pagamenti e del riconoscimento biometrico? La risposta a questa domanda può essere fornita da una recente ricerca di Juniper Research, società inglese esperta nel settore comunicazioni e tecnologie innovative: infatti, si stima che i pagamenti da mobile autorizzati con dati biometrici sfioreranno i duemila miliardi di dollari entro l’anno 2023, ovvero 17 volte in più rispetto ai 124 miliardi stimati nell’anno 2019.

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2020-09-07T13:36:38+02:00 7 Settembre 2020|Fai quadrare i conti|