Aprire in franchising: come fare, pro e contro

Aprire in franchising: come mettersi in proprio diventando franchisor o franchisee

Mettersi in proprio è una delle scelte lavorative più importanti – e allo stesso tempo rischiose – che esistano. Aprire in franchising è la soluzione ideale per avviare un’attività commerciale vincente. Rischi minimizzati e marchio già consolidato sul mercato sono le caratteristiche vincenti delle attività in franchising.

Per avviare un nuovo business non è sufficiente avere un’idea geniale e un capitale da investire. È necessario, infatti, svolgere alcune attività indispensabili quali redigere un business plan, effettuare analisi di mercato, pianificare le strategie di lancio, marketing e vendita. Molte volte nemmeno lo sviluppo di tutte queste attività può garantire la buona riuscita di un’idea business. I rischi nel campo imprenditoriale sono tanti e troppo elevati! Esiste un solo modo per ridurre al minimo questi pericoli e mettersi in proprio in modo semplice: aprire in franchising.

Per aprire un business proprio partendo da zero, sarà necessario progettare tutti gli aspetti del piano di avvio in modo autonomo, assumendosi tutti i rischi del caso. Affidandosi ad un’attività in franchising, al contrario, sarà possibile lavorare in autonomia traendo profitto da un marchio già affermato e minimizzando i rischi d’impresa.

Attualmente il franchising risulta uno dei settori che meglio contrasta la crisi economica e la concorrenza dei big digital players. I settori più redditizi in ambito franchising sono food, benessere e abbigliamento.

Ma, facciamo un passo indietro. Cos’è il franchising?

Il franchising, conosciuto anche con il nome di “affiliazione commerciale”, è una forma di collaborazione tra imprenditori: un franchisor, produttore o distributore con un marchio già affermato, e un franchisee, rivenditore autonomo che desidera mettersi in proprio. La collaborazione in franchising prevede che il distributore metta a disposizione dell’affiliato i propri prodotti e il proprio marchio. In altre parole il franchisee commercializza i servizi della casa madre, beneficiando del marchio e dell’esperienza di quest’ultima. Il rivenditore dovrà versare periodicamente una percentuale di fatturato al franchisor, sommata spesso a una fee d’ingresso per iniziare l’attività. Il franchisee potrà così avviare un’attività nuova, mentre il franchisor amplierà il proprio business grazie all’apertura dei punti vendita associati.

Dopo aver compreso il funzionamento del franchising, è il momento di scoprire come aprire un negozio in franchising.

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Aprire un negozio franchising: come diventare franchisor – affiliante

Per diventare franchisor non è sufficiente un’idea brillante. Un vero leader nel settore sa che non esiste franchising senza strategia!

Per trasformare la propria attività in un franchising di successo è necessario porsi alcune domande:

  • L’idea commerciale è vincente?
  • L’esperienza imprenditoriale è sufficiente?
  • Il finanziamento è garantito?
  • L’idea è già stata testata sul mercato?

Qualora la risposta a tutte queste domande fosse affermativa, significa che l’azienda è pronta per creare una propria rete franchising. Scopriamo quali sono gli step necessari per aprire l’attività e diventare franchisor:

  1. Avviare uno store pilota

Un franchisor, per creare una rete franchising vincente, deve testare le proprie idee imprenditoriali. Il Codice Europeo di condotta per il franchising afferma che le attività affilianti debbano possedere almeno un’azienda pilota, ovvero uno store di prova. I progetti in grado di sostenere un network di franchisee saranno esclusivamente quelli attivi da più di uno o due anni e con margini di ottimizzazione notevoli. La fase “pilota” dell’attività è spesso legata all’attività di registrazione marchio. Identificare un logo ben preciso creando un’identità aziendale visiva è fondamentale per aprire in franchising. Tutti i negozi affiliati, infatti, potranno riconoscersi in quel determinato marchio.

  1. Definire il piano di comunicazione

La strategia è fondamentale nel processo di creazione di una rete franchising. Per convincere i potenziali franchisee della validità del proprio progetto è essenziale definire un piano di comunicazione efficace. Un franchisor vincente è in grado di comunicare con l’esterno valorizzando la propria esperienza imprenditoriale e professionale. Una soluzione valida per rendersi visibili agli occhi di tutti i potenziali affiliati è l’Associazione Italiana del Franchising. Per iscriversi all’Associazione è necessario sottoporre la propria idea e i propri dati aziendali al giudizio del Consiglio Direttivo. Aderire può rivelarsi molto utile in quanto molti franchisee consultano proprio il sito dell’Associazione per cercare opportunità di business. La caratteristica vincente di questo sito è la possibilità di presentare in modo dettagliato – all’interno di una scheda privata – il proprio progetto.

  1. Redigere il business plan

Per intercettare un potenziale affiliato è essenziale esporre tutti i dati economico-finanziari aziendali. Un business plan potrebbe rivelarsi la soluzione ideale. Lo studio di fattibilità economico sarebbe, infatti, un ulteriore elemento di garanzia per i potenziali affiliati. In questo modo tutti i franchisee potranno conoscere le condizioni economiche aziendali, i potenziali guadagni e le reali possibilità di crescita.

  1. Definire le regole nel manuale operativo

Esistono precise regole che ogni franchisee deve rispettare. Queste regole riguardano i processi operativi aziendali e sono definite dal franchisor. Il franchisor deve redigere un manuale operativo, in altre parole un documento in grado di mostrare tutte le procedure aziendali (più comunemente definite “know-how”) al franchisee. In questo modo verrà a crearsi una vera e propria rete di affiliati che operano seguendo le logiche aziendali del franchisor, evitando così possibili problematiche e incomprensioni.

  1. Stilare il contratto di franchising

Il contratto di franchising (stipulato in forma scritta) è la parte indispensabile dell’accordo di affiliazione commerciale. Per elaborare un contratto dettagliato, il franchisor dovrebbe richiedere l’intervento di avvocati ed esperti di settore. Il contratto di franchising deve essere consegnato dall’azienda affiliante a quella affiliata con 30 giorni di anticipo rispetto alla data di sottoscrizione. All’interno del contratto sono contenute tutte le informazioni utili per avviare la partnership:

  • Periodo di cooperazione;
  • Requisiti per il trasferimento di diritti d’uso e licenze;
  • Ammontare degli investimenti e dei diritti di ingresso;
  • Modalità di calcolo delle royalties;
  • Modalità di trasferimento del know-how e di assistenza;
  • Condizioni di rinnovo, risoluzione o cessazione del contratto.
  1. Avviare l’ufficio sviluppo

L’ultima attività da svolgere per creare una rete di franchisee affiliati è l’attivazione dell’ufficio sviluppo. Come funziona? Semplice. Questo dipartimento esamina attentamente tutte le richieste di affiliazione dei potenziali franchisee, per poi trasformare in veri e propri contratti solo quelle più valide e promettenti. Per accertarsi della validità delle proposte è necessario affidarsi a professionisti del settore: un direttore commerciale specifico o un esperto in outsourcing.

 

Aprire in franchising: come diventare franchisee – affiliato

Qualsiasi imprenditore potrebbe decidere di diventare franchisee. Ma, ricoprire questo ruolo non è così semplice come sembra. Se da un lato il franchisee può avviare un proprio business con rischi minimi, dall’altro dovrà rispettare tutte le regole imposte dal franchisor.

Scopriamo quali sono le attività necessarie per mettersi in proprio diventando franchisee:

  1. Scegliere il franchising

La prima attività da svolgere per diventare un franchisee è la ricerca del franchisor. È fondamentale scegliere un’attività che risulti in linea con la propria idea di business. Per trovare il franchisor perfetto si possono svolgere ricerche riguardanti l’azienda: comunicati stampa, documenti o testi informativi sull’attività sono molto utili. Molti franchisee iniziano il loro percorso in franchising grazie al portale online dell’Associazione Italiana del Franchising. Su questo sito sono presenti molti franchisor – divisi per categorie di settore – con le proprie proposte e i propri dati aziendali.

  1. Invio della candidatura

Dopo aver individuato il business nel quale investire, è il momento di mettersi in contatto con l’azienda. In seguito all’invio della proposta, si potrà ricevere un primo feedback, spesso costituito dalla richiesta di incontro o colloquio telefonico. In questa fase il potenziale franchisee potrà porre tutte le domande necessarie all’affiliante. Il franchisor sarà tenuto a dare informazioni veritiere e a presentare tutti i dati aziendali richiesti. Alla fase di colloquio può seguire un incontro direttamente in azienda, utile per mostrare al franchisee le modalità di lavoro e gli spazi aziendali. Al termine del confronto tra le due attività, si verificherà se iniziare o meno la collaborazione in franchising.

  1. Valutazione del contratto

Nel contratto di franchising, presentato dal franchisor al franchisee prima di iniziare la collaborazione, sono contenute tutte le regole che il franchisee deve impegnarsi a rispettare. La collaborazione in franchising non prevede libertà assoluta per l’affiliato, bensì l’adesione a rigide regole aziendali. Il franchisor consegna al franchisee un manuale operativo nel quale sono contenute le linee guida da seguire. L’affiliante si impegna a garantire corsi di formazione e aggiornamento ai propri franchisee per ottimizzare il lavoro e allineare le procedure operative. Uniformando le attività e il metodo di lavoro, anche l’immagine aziendale ne trarrà giovamento. L’affiliato dovrà valutare tutte le regole presentate nel contratto e fornire una risposta al franchisor per dare vita alla partnership.

  1. Valutazione economica

Aprire in franchising è senza dubbio l’alternativa più economica per mettersi in proprio, ma presenta alcuni costi fissi che non si possono evitare. Prima di sottoscrivere un contratto, è essenziale conoscere quali siano queste spese e valutare se la propria attività possa sostenerle al meglio. In primo luogo esistono i costi di apertura dell’attività: dallo spazio fisico, al personale alle attrezzature necessarie. Spesso è lo stesso franchisor a richiedere all’affiliato una quota d’iscrizione per coprire i diritti d’ingresso. Inoltre, può capitare che alcuni franchisor richiedano un livello minimo di capitale proprio per entrare a far parte del proprio network in franchising. Altri costi fissi del franchising sono le royalties, ovvero le percentuali fisse che il franchisee paga al franchisor in base al giro d’affari e al fatturato. Infine, esistono minime spese pubblicitarie relative ad attività di marketing e comunicazione.

 

Avviare un’attività in franchising: 3 vantaggi per i franchisor

Aprire in franchising comporta numerosi vantaggi sia per il franchisor che per il franchisee. Scopriamo quali sono i 3 benefici per i franchisor:

  1. Espansione del business

Aprire in franchising rappresenta l’alternativa ideale per espandere il proprio business senza investire capitali troppo elevati. Avviare un network di franchisee, infatti, richiede spese notevolmente inferiori alla creazione di una rete di filiali. In questo modo il franchisor potrà accrescere il proprio fatturato e ampliare il proprio mercato senza compiere investimenti rischiosi.

  1. Aumento del potere d’acquisto

La crescita di una rete franchising comporta inevitabilmente l’aumento del potere d’acquisto dell’azienda stessa. Lo sviluppo della rete di negozi risulta direttamente proporzionale al fatturato aziendale. In questo modo il posizionamento del franchisor all’interno del mercato verrà ottimizzato e, con esso, saranno migliorati anche i margini di miglioramento dell’azienda.

  1. Miglioramento dell’immagine aziendale

Un’altra conseguenza diretta del franchising è il miglioramento dell’immagine aziendale. Il franchisor, infatti, grazie all’aumento del fatturato, potrà accrescere la propria posizione all’interno del mercato. Il marchio aziendale, grazie all’affiliazione commerciale, acquisterà valore e prestigio senza dover investire somme particolarmente elevate. Un marchio in franchising risulta riconoscibile e affidabile con conseguente vantaggio per il franchisor.

 

Aprire in franchising: 3 vantaggi per i franchisee

Dopo aver esaminato i benefici per i franchisor, scopriamo quali sono i 3 vantaggi per i franchisee:

  1. Avvio di un’attività con pochi rischi e in poco tempo

Mettersi in proprio con il franchising è la soluzione ideale per chi desidera ridurre al minimo i rischi d’impresa. Avviare un’attività autonoma è particolarmente rischioso: molte volte la propria idea non è sufficiente per affermarsi sul mercato. Affidarsi ad un brand in franchising permette di evitare questo rischio. I marchi in franchising sono, infatti, già consolidati. Inoltre, diventare franchisee permette di diminuire i tempi di start up. La fase di avvio è notevolmente velocizzata in quanto il brand è già popolare sul mercato e non necessita di particolari fasi di prova o pianificazione.

  1. Assistenza costante e corsi di formazione

Il contratto in franchising prevede che il franchisor offra corsi di formazione e assistenza costante a tutti i franchisee. In questo modo gli affiliati acquisiranno velocemente e semplicemente il know-how aziendale. Molte volte per avere successo mettendosi in proprio è necessario compiere degli sbagli, ma non sempre c’è il tempo e il modo di rimediare. Questo rischio con il franchising non esiste! Il franchisee potrà affidarsi completamente al franchisor che avrà tutte le risposte necessarie per rendere l’attività davvero vincente.

  1. Immagine aziendale già consolidata

Avviare un’attività ex novo non è semplice. Molte realtà hanno idee innovative, ma non sono in grado di affermare la propria immagine sul mercato. Affidarsi ad un brand in franchising è la soluzione ideale per non correre questo rischio. Aprire in franchising significa rendere propria l’immagine aziendale del franchisor. Se l’azienda è caratterizzata da una reputazione aziendale positiva, anche il franchisee risulterà affidabile agli occhi dei clienti.

 

Avviare attività in franchising: quali sono gli svantaggi?

Aprire un negozio in franchising comporta anche dei rischi, sia per franchisor che per franchisee. Scopriamo quali:

Per i franchisor:

  1. Rinuncia a parte del fatturato: i franchisor espandono la propria attività condividendo con i franchisee tutti i diritti aziendali, ma devono essere pronti a rinunciare a parte del fatturato. Tutti i franchisee, infatti, acquisiscono parte del fatturato aziendale;
  2. Rischio di danneggiamento dell’immagine aziendale: con l’affiliazione commerciale, anche i franchisee diventano titolari e responsabili dell’immagine aziendale. Il franchisor potrebbe correre il rischio di danneggiarsi per colpa dell’operato negativo di uno degli store franchisee.

Per i franchisee:

  1. Scarsa libertà e indipendenza: l’attività in franchising è autonoma, ma presenta alcuni vincoli per i franchisee. Gli store affiliati non godono, infatti, di piena indipendenza. Sottoscrivere un contratto di franchising implica la totale adesione alle logiche di lavoro del franchisor. Il franchising non è la soluzione migliore per gli imprenditori più innovativi e creativi. Lo è invece per chi cerca sicurezza e guadagno;
  2. Royalties: aprire in franchising non presenta costi elevati come aprire un’attività ex novo, ma è comunque un’attività con alcune spese da sostenere. La fee d’iscrizione e le royalties sono quote fisse che il franchisee deve pagare al franchisor. La quota d’ingresso viene pagata esclusivamente nella fase iniziale dell’attività, le royalties sono invece quote periodiche e durature.

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2019-07-01T14:14:59+02:00 1 Luglio 2019|Apri una nuova attività|